CAUSA DEL NOSTRO MALE

Riflessione sulla crisi pandemica in atto

Dobbiamo uscire dall’ingiusta dicotomia ambiente e salute vs lavoro e riflettere su qualcosa che riguarda tutti e tutte.

La fase che stiamo attraversando esige l’assunzione di responsabilità e la presa di coscienza del fatto che crisi pandemica ed ecologica sono radicalmente connesse. Anche se media, industria e politica lo trascurano, nonostante le raccomandazioni della comunità scientifica, è fondamentale comprendere che queste crisi hanno origini storiche, sociali, politiche ed economiche ben precise che spiegano di cosa ci stiamo ammalando.

L’attuale modello socio-economico di produzione e consumo sta distruggendo interi ecosistemi. La distruzione degli habitat animali e la deforestazione sono tra le prime cause dei salti di specie (spillover) che i virus come il SARS-COV2, hanno compiuto. L’agroindustria sta impoverendo la Terra e il riscaldamento globale ha prodotto conseguenze catastrofiche. L’inquinamento è causa di milioni di morti all’anno aumentando incidenza tumorale e malattie croniche cardiopolmonari.

La crisi sanitaria colpisce a livelli differenziati: i più poveri, i più deboli, i lavoratori e le lavoratrici dei settori c.d. “strategici” come la produzione di armi. La crisi sanitaria colpisce chi non può permettersi di fermarsi, tutelarsi e curarsi. Dobbiamo dirci che, oltre a distruggere l’ambiente, questo modello socio-economico sta distruggendo l’umanità stessa, a partire dai più deboli: un vero suicidio ecologico. Abbiamo a disposizione tutte le evidenze, i dati tecnici e scientifici, per individuare la causa di questo nostro male.

Vogliamo aprire una riflessione ampia sul concetto di cura intesa come capacità di comprendere il legame tra la nostra salute e quella dei territori e degli ambienti sociali in cui viviamo. Dobbiamo sottrarci alla logica dell’emergenza che impedisce di guardare il presente con lucidità, abbandonare il binomio <<produci-consuma>> e mettere al centro le relazioni di cura investendo tempo, spazio ed attenzione nella rigenerazione della vita in tutte le sue forme. Invertendo le priorità si potranno costruire dei percorsi di cura del territorio e delle persone che lo abitano: rivendicare il diritto all’aria pulita, al cibo sano, ad acque che non ammalino e non uccidano le forme di vita. Cura in opposizione ad ogni relazione di potere e sfruttamento della terra, dei corpi, del lavoro e dei territori, denunciando con forza chi dallo sfruttamento trae profitto e individuando con chiarezza i responsabili che tras-curano la salute e la sicurezza della comunità.

Sarà fondamentale mobilitarsi anche nei mesi a venire perché solo una rete di relazioni di cura, capace di tenere insieme persone e territorio, può invertire la rotta e FERMARE LA DEVASTAZIONE.

2 pensieri riguardo “CAUSA DEL NOSTRO MALE”

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