La contrapposizione non è tra ambiente e lavoro ma tra capitale e vita.

La contrapposizione #lavoro e #ambiente non esiste, bensì esiste una contrapposizione vera e netta tra #capitale e #vita che impedisce a tutti e tutte di essere, vivere e lavorare su questo territorio.

È importante dirsi chiaramente che la contrapposizione costruita in queste settimane, ma non solo, in questi decenni, che vede lavoratori e ambientalisti su due fronti differenti non ha senso di esistere ed è giunto il momento di porvi fine. L’ambientalismo non è contro il lavoro, bensì lotta per il presente e per il futuro di tutti e tutte: abitanti, comunità, lavoratrici e lavoratori inclusi.

Il disastro ambientale inflitto alle Alpi Apuane non è isolato: si inscrive nella cornice delle economie di rapina che spogliano i territori delle loro ricchezze, trasformate in profitto per pochissimi, lasciando alla comunità e all’ambiente solo distruzione, precarietà e impoverimento culturale ed economico. Dobbiamo fermare insieme la devastazione del nostro territorio che si ripercuote anche nel mondo del lavoro attraverso il precariato, il ricatto occupazionale e la monocultura del marmo, opponendo criminosamente il lavoro alla salute e all’ambiente, in un territorio che è così divenuto il più povero dell’intera regione e quello con il più alto tasso di disoccupazione giovanile.

L’unica vera contrapposizione ad oggi esistente è tra chi viene sfruttato e chi sfrutta, tra chi fomenta delle narrazioni brutali e anti-umane e chi invece cerca il dialogo intorno ad argomenti e problematiche che vanno oltretutto ben oltre noi che oggi viviamo in questo territorio. In sintesi l’unica vera contrapposizione è tra capitale e vita. Che futuro stiamo lasciando alle generazioni a venire? Dobbiamo rivendicare insieme il diritto ad un lavoro sicuro, etico, senza rischi per la salute, per la vita delle persone e dell’ambiente, che sia equamente retribuito per tutti e tutte. I dati a disposizione parlano chiaro: solo l’1% della popolazione provinciale lavora in cava, mentre 4 milioni di tonnellate vengono estratte ogni anno dalle Apuane; questo sistema causa un incidente mortale in media ogni anno, a cui si aggiungono gli innumerevoli infortuni, spesso nascosti a causa del ricatto in atto.

Scarica e stampa il volantino

Abbiamo tutti e tutte il compito di fermare la trasformazione del nostro territorio in distretto minerario, la bieca predazione, la privatizzazione e la mercificazione dei beni comuni. Abbiamo il diritto ad un ambiente sano, pulito, sicuro e prospero per tutti e tutte, oggi e per le comunità future. Non dobbiamo permettere che questo diritto possa essere messo in contrapposizione al diritto a lavorare e ad avere un reddito e dobbiamo farlo insieme, ambientalisti e lavoratori. Non siamo assolutamente contro i lavoratori del settore marmo. Proprio come i lavoratori, siamo vittime di questo sistema che continuamente mette in contrapposizione il diritto a lavorare e ad avere un reddito e quello a vivere in salute.

È fondamentale capire che soltanto unit* costruiremo un mondo migliore.

In alcun modo vogliamo alimentare quella narrazione prodotta dagli industriali del marmo che cerca di creare uno scontro tra le vittime di questo sistema con il solo scopo di difendere i propri profitti a scapito della comunità.

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