A-traverso: Escursioni come pratica collettiva


Attraverso, in prima persona, il territorio e le sue contraddizioni.

Attraverso scegliendo di attraversare, perché ciò è un agire direttamente politico quando avviene lungo linee di esclusione, spazi di estrazione, luoghi del possibile dove l’altro dal profitto si vuole escluso.

Attraverso lacerazioni di roccia ancora fresche, spazi vasti, incontaminati o distrutti, tra i bagliori dei riflessi del mare e del marmo.

Attraverso il confine, tra paesaggio e miniera? Tra pubblico e privato? Tra salvo e compromesso? Tra parco e palcoscenico della devastazione? Tra visibile e celato alla vista?Di traverso ci mettiamo, nel nostro camminare, nelle pratiche diffuse, di fronte a chi non vuole freni alle proprie pretese di ricchezza, al governo dell’economia sul vivente, all’eterno presente che ci ruba il futuro.

A traverso, trasversalmente, com’è necessario porsi di fronte a problemi complessi e irriducibili per far emergere le molteplici conseguenze di un sistema ingiusto che intesse ogni segmento del nostro vivere in società: dalla cura del territorio all’economia, dalla salute delle persone al benessere collettivo.

Il traverso nell’alpinismo è un procedere che affronta la verticalità come limite da accettare e non escludere e che comporta un percorso alternativo, altrettanto delicato, ma necessario.

A·TRAVERSO per Athamanta è tutto questo e molto di più.

E’ un camminare insieme, prendendosi cura gli un* degli/delle altr* agendo per cambiare la realtà che ci circonda e di cui siamo parte; come anticorpi in un pianeta infetto, come forze di riproduzione di un vivente minacciato. Un vivente che siamo, anche, tutte e tutti noi.


Foce del Campaccio o del Termo (Località Pasquilio) – monte Folgorito – monte Carchio – passo della Cardella – monte Focoraccia – passo del Pitone – Foce del Campaccio o del Termo (Località Pasquilio): 8 km

📈 DISLIVELLO IN SALITA: 350 m ca.

‼️ DIFFICOLTÀ: E

🕐 TEMPO DI PERCORRENZA: 6 ore

⚒ ATTREZZATURA NECESSARIA: scarpe da trekking, acqua, pranzo al sacco, abbigliamento a strati

👣 DESCRIZIONE DEL PERCORSO:
⏰ L’escursione parte dalla foce del Campaccio, nota anche come Foce del Termo in località Pasquilio, dove potremo parcheggiare le auto. Il parcheggio offre una bellissima veduta sulle Alpi Apuane settentrionali.
🏔 Dalla foce seguiamo i segni del sentiero CAI n. 140, che, percorrendo un’ampia strada sterrata con pendenza praticamente nulla, ci porta, in circa un’ora, sotto la vetta del monte Folgorito. 🧐 Il sentiero è estremamente interessante da diversi punti di vista: ci permette infatti di conoscere episodi della Resistenza locale e di osservare le tracce delle vecchie lizze che scendevano dalle cave del monte Carchio.
Costeggiamo il monte di cui è già possibile avere una visuale alla nostra sinistra, fino a raggiungere le pendici del Folgorito, dove la visuale si apre sulla costa. Guardando a destra scorgiamo il sentiero che risale da Vietina. Noi invece abbandoniamo il sentiero 140 e ci dirigiamo a sinistra, per giungere in breve tempo e senza particolari difficoltà, al col di Melo, dove un cippo marmoreo ci ricorda che da lì passava la linea gotica. 😍 La parete cade a strapiombo sulla valle del Serra, regalandoci un panorama emozionante.
🔝 Dal col di Melo seguiamo il sentiero segnato in blu, ripido ma semplice,, che in dieci minuti ci fa raggiungere la vetta del monte 🏔 Folgorito. Salendo incontriamo altre testimonianze della linea gotica, come la trincea che corre poco sotto la sommità del monte.
Scendiamo al col di Melo per il medesimo sentiero, dal quale poi ci dirigiamo verso il monte 🏔 Carchio, seguendo dapprima la facile e ampia cresta, quindi un vecchio sentiero di cavatori, che raggiunge una strada sterrata poco sotto la vetta del monte.
⚫️ Da questo punto, in breve giungiamo a ciò che resta della sommità del Carchio, completamente distrutta dall’escavazione.
👣 Torniamo quindi sui nostri passi sulla strada sterrata e, al primo bivio, proseguiamo a destra, in direzione del passo della Cardella, contrassegnato da un’altra lapide marmorea a ricordo della linea gotica. 👀 Altro punto panoramico dal quale si gode di una visuale mozzafiato del monte Altissimo e delle Apuane che si protendono verso la lucchesia.
Dal passo della Cardella continuiamo su sentiero evidente, ma non contrassegnato da segni CAI, che sale e si mantiene lungo o poco sotto la linea di cresta, percorrendo la vetta del monte Focoraccia 🏔 (1147m, punto più elevato dell’escursione🔝) e giungendo infine, con una discesa da percorrere con prudenza, al passo del Pitone, luogo dall’atmosfera magica, attraverso il quale si intravedono le guglie del passo degli Uncini.
Noi però invertiamo la rotta e scendiamo per intercettare il sentiero CAI n. 33, che imbocchiamo in direzione Pasquilio concludendo l’escursione alla foce del Campaccio. 😎
✅ Larga parte del percorso non presenta particolari difficoltà tecniche. In qualche tratto il sentiero è però piuttosto stretto e con un grado di esposizione che, per i meno esperti, potrebbe costituire qualche difficoltà perlopiù legata al senso di vuoto. Altri tratti, sempre molto brevi e limitati, presentano passaggi su rocce, perlopiù accessibili con attenzione ad un piede sicuro, mentre, per i meno esperti possono essere percorsi con l’aiuto delle mani e qualche aggrappo, soprattutto se le condizioni meteo hanno reso la roccia bagnata. ❤️ In ogni caso, sia nei tratti più esposti che in quelli tecnicamente meno banali, chi fra noi ha più esperienza sarà disponibile a dare indicazioni ai meno esperti per permettere di superare eventuali momenti di difficoltà fisica o anche di insicurezza. Insomma, c’è sempre una prima volta necessaria ad imparare cose nuove e ad acquisire esperienza ed è importante farlo insieme e in sicurezza, quindi siamo tutti invitati a tenere in considerazione il nostro livello di comfort senza però scoraggiarci e contando sull’aiuto e la collaborazione di tuttx.
🐕 Il percorso è facilmente accessibile per i nostri pelosi, sempre facendo attenzione alla presenza di selvatici 🐘 che possono essere causa di distrazione e pericolo per noi, per i nostri pelosi e anche per loro stessi.

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