La Distruzione non è Arte

Accrescere con l’arte le bellezze naturali di un luogo. Questo dovrebbe essere il rapporto che lega l’arte alla natura ma noi in quest’opera vediamo solo il simbolo di una rapina. Una rapina che trasforma il paesaggio in distruzione. Una distruzione permessa da un ricatto. Un ricatto per cui sembra obbligatorio dover sceglier tra lavoro, salute e ambiente. Un ricatto che non siamo più disposti ad accettare perché il migliore alleato del ricatto occupazionale è la rassegnazione. 

Cara Massa Carrara, tu hai il dono del Parco delle Alpi Apuane, una delle più estese aree naturali protette della Toscana, promosso Geoparco Unesco nel 2011, conosciuto dai botanici di tutto il mondo con l appellativo di Giardino d Europa per la ricchezza della sua flora. Flora che racchiude circa la metà delle seimila specie vegetali presenti in tutta Italia e, tra queste, molte endemiche ossia che vivono solo ed esclusivamente in questo posto nel mondo. E tu, cara Massa Carrara, come hai risposto a questo dono così grande? Te lo diciamo noi: con la distruzione. Negli ultimi 30 anni hai asportato una quantità di montagna superiore a quella che è stata asportata nel corso dei 2000 anni di storia precedenti, ad un ritmo di circa milioni di tonnellate l’anno, una quantità equivalente alla vicina Isola Palmaria. Ed è così che le tue Alpi Apuane sono diventate per lo più cave di detriti. Perché, cara Massa-Carrara, la maggior percentuale del marmo che lasci estrarre sono scaglie. Scaglie che vanno ad alimentare l’industria delle multinazionali del carbonato di calcio, trasformandosi in farmaci, cosmetici, additivi alimentari, sbiancanti per cellulosa, edilizia, dentifrici… 

Ma la montagna, ad un certo punto, cara Massa Carrara, ti presenta il conto: un bollettino di guerra del comparto marmo che vede “scendere” a 12 gli incidenti mortali negli ultimi 1 anni e a 120 i feriti. E sai, si 

tratta solo di un dato parziale visto che dal l osservatorio infortuni dell’Asl locale non è stato attivo per una riorganizzazione della struttura interna e visto che tanti incidenti non vengono dichiarati per puro ricatto occupazionale. D’altronde il monte dà il monte prende e se non ti va bene quello è il cancello direbbe qualcuno). 

E lo sai cara Massa Carrara che il tuo amato oro bianco in realtà si rispecchia nel tasso di disoccupazione più alto di tutta la Toscana? Sai che senza rendertene conto stai pagando tu l arricchimento sfrenato dei grandi proprietari delle cave di marmo? Li stai pagando, per esempio, nelle tue bollette che devono coprire i costi di depurazione delle acque inquinate alla sorgente da quel prodotto dell escavazione che ancora ti ostini a credere naturale e innocuo e che chiami marmettola. Un inquinamento tale da poter rendere necessari ben 5 livelli di depurazione contro l delle acque normali Un costo che si aggira intorno ai 350.000 contro i 50.000 normali. La marmettola, quella polvere impalpabile che va ad intorbidire i tuoi fiumi e inquina le tue sorgenti e le tue acque, distruggendo pian piano il ciclo dell acqua del tuo territorio. Quel territorio così ricco per il suo sistema carsico fatto di migliaia di grotte e sorgenti che ti permetterebbero di non subire mai situazioni di emergenza dovute alla siccità. Cara Massa Carrara, ma come fai a non capire che le alluvioni che ti hanno fatto così male sono in gran parte colpa dei detriti che sistematicamente lasci abbandonare sulla tua terra dai potenti del marmo e che con la pioggia rotolano giù nell’alveo del fiume intasandolo e facendolo straripare? Le cave sono tra le principali cause del dissesto idrogeologico nel territorio carrarese, non te lo diciamo solo noi, te lo hanno detto geologi, studi universitari, Arpat, associazioni ambientaliste e non. Ma anche i corsi d acqua, ad un certo punto, cara Massa Carrara, ti presentano il conto. E tu hai lasciato che una donna morisse e che migliaia di cittadini perdessero i loro averi senza cambiare nulla. Hai lasciato che il processo che metteva le cave nel mirino della giustizia per i detriti trovati nel letto del fiume finisse in prescrizione. Nessun colpevole ha pagato

Cara Massa  Carrara, sai che dei 18 protocolli d’insediamento per le aree di CRISI indetti dalla tua regione, 15 sono stati dati ad attività industriali che operano nel marmo? Un totale di 4,6 milioni di euro di risorse regionali per te, cara Massa-Carrara. E sai come sei stata ripagata dai tuoi amati potenti del marmo? Ecco qui qualche esempio: GEMIGNANI E VANELLI MARMI srl, Carrara, contributo 495.600, nuovi occupati 1 L. M. GRANITI – LAVORAZIONE MARMI E GRANITI srl, Massa, contributo 393.000, nuovi occupati 2 FRANCHI UMBERTO MARMI srl, Carrara, contributo 377.000, nuovi occupati 2 SUCCESSORI ADOLFO CORSI CARRARA srl, Carrara, contributo 576.000, nuovi occupati 2 Non trovi, cara Massa Carrara, che 495.600 € di risorse regionali forse dovrebbero portare a più di una singola assunzione? Eh già, cara Massa Carrara, ma ormai ci sono le macchine al posto dei tuoi cittadini a lavorare il marmo. Macchine che permettono a pochi di raggiungere picchi inauditi di ricchezza e a te di raggiungere picchi inauditi di tassi di disoccupazione giovanile. Nel frattempo sono molti i modi in cui si muore di marmo: schiacciati dai blocchi o dagli escavatori in manovra, sommersi dalla frana di un versante, colpiti dalle perline del filo diamantato sparate come proiettili dai macchinari che squadrano pezzi di montagna, o in modo più lento, colpiti dagli effetti dell’inquinamento che distrugge la salute dei tuoi cittadini. 

Cara Massa Carrara, tu che potresti essere così bella rientri in realtà nei 43 disastri planetari descritti nel docufilm “Antropocene, l’epoca umana” nei 57 Siti di Interesse Nazionale per contaminazione ambientale; sei una protagonista del Quinto Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità SENTIERI che ti mostra come soprattutto i tuoi giovani e i tuoi bambini stiano morendo per tumori, e soprattutto leucemie, dovuti all’inquinamento causato da tutte quelle attività chimiche che hai lasciato insediare nella tua terra e che ti hanno privato anche di quel bene così prezioso che è l’acqua inquinandola ma tu continui ostinatamente ad ignorare tutto questo, cara Massa Carrara. Continui a pensare che non abbia senso fare la caccia agli untori come direbbe qualcun’altro e così gli untori continuano il loro gioco, impuniti, e tu, intanto, muori pian piano. 

Si dipinge col cervello e non con le mani. diceva il tuo amato Michelangelo che sempre invochi. Il problema, cara Massa Carrara, è che tu il cervello lo hai spento da parecchio tempo e ora ti ritrovi a vedere l’arte dove ormai non esiste più e a credere ad una favola che qualcuno ti sta raccontando per puro interesse personale ormai da troppo tempo ma noi in questo giorno di festa vogliamo farti un regalo, cara Massa Carrara: 

APRIRTI GLI OCCHI PER SALVARTI LA VITA. 

Buon Natale, Massa-Carrara!

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